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COMPETENZE DELL’OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE

L’Osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia (OER) ha inserito nel proprio programma operativo la sorveglianza della legionellosi nel 2000. Con circolare n. 24/8443/421/4 del 10 aprile 2001 e n. 24/14284/1 del 26 settembre 2006, l’OER è stato individuato come Laboratorio di Riferimento Regionale in ottemperanza a quanto previsto dalle “Linee Guida recanti indicazioni ai laboratori con attività di diagnosi microbiologica e controllo ambientale della legionellosi”.

Offre i seguenti servizi:
• collabora con i reparti ospedalieri per l’individuazione dei casi di malattia e con i SISP per la notifica e la compilazione della scheda di sorveglianza;
• coordina e collabora con ARPA Puglia e i PMP territorialmente competenti i piani di sorveglianza ambientale e le modalità di raccolta dei campioni da sottoporre a controlli microbiologici (compresa la ricerca di P. aeruginosa, Aeromonas e carica microbica totale);
• programma i controlli di qualità con i laboratori periferici.
Sorveglianza clinica: sorveglianza attiva sulle polmoniti comunitarie e nosocomiali per l’individuazione dei casi di legionellosi. La diagnosi viene effettuata mediante isolamento di Legionella spp da materiale biologico, ricerca di antigene urinario (EIA), titolazione degli anticorpi specifici (IFA). L’identificazione degli stipiti isolati viene effettuata a livello di specie e sierogruppo con antisieri monovalenti.
Sorveglianza ambientale: monitoraggio degli impianti idrici di strutture pubbliche (ospedali, case di cura, alberghi, impianti sportivi, piscine, stazioni termali, etc) e private (abitazioni).
Il controllo microbiologico si esegue mediante indagini qualitative (isolamento e sierotipizzazione di Legionella spp) e quantitative (valutazione della carica microbica nell’acqua).
Il Centro di Riferimento Regionale per le Infezioni da Legionella effettua anche Corsi di formazione, a carattere scientifico e divulgativo. A tal fine, è stato predisposto un volantino illustrativo sulla prevenzione e il controllo della malattia (SCARICA IL VOLANTINO ).


REFERENTI REGIONALI

Montagna Maria Teresa
Professore Ordinario di Igiene, Università degli Studi di Bari
Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana – Sezione di Igiene
Tel/Fax: 080/5478476
E-mail: montagna@igiene.uniba.it

Napoli Christian
Ricercatore di Igiene, Università degli Studi di Bari
Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana – Sezione di Igiene
E-mail: c.napoli@igiene.uniba.it


RISULTATI DELLA SORVEGLIANZA NEGLI ANNI 2000-2008

L’OER ha promosso una sorveglianza clinica e ambientale sull’intero territorio regionale. A tal fine, è stato allestito un database per l’inserimento e la valutazione dei dati raccolti nelle diverse indagini, che consente di ottenere in tempo reale tutte le indicazioni sulla distribuzione di Legionella spp nella rete idrica del territorio, di programmare controlli ed interventi di bonifica, oltre che uno studio più puntuale sugli interventi di prevenzione.
In parallelo, è stata allestita una ceppoteca degli stipiti di Legionella spp sia di provenienza ambientale che clinica, allo scopo di programmare studi bio-molecolari e filogenetici per la determinazione dei genotipi più frequenti nella nostra Regione.
Vengono di seguito riportati i risultati della sorveglianza condotta in Puglia in questi ultimi anni.

Protocollo operativo
Sorveglianza clinica.
Nel periodo gennaio 2001- dicembre 2008 all’Osservatorio Epidemiologico Regionale sono stati notificati 87 casi di legionellosi, di cui 79 di origine comunitaria e 8 di origine nosocomiale. L’età media dei soggetti è risultata 59.1 anni (range 29-90); il 74.7% era di sesso maschile. Le categorie lavorative più rappresentate sono state: pensionati (34.6%), impiegati (13.8%), operai (12.6%), professionisti (10.3%), commercianti (6.9%), artigiani (4.6%), altri (17.2%).
L’indagine di laboratorio più spesso impiegata per la diagnosi di malattia è stata la ricerca dell’Ag urinario (50.7%), seguono quella dell’antigenuria + titolo anticorpale (14.9%), dell’antigenuria associata a sieroconversione (13.8%), della sola sieroconversione (8.0%), del solo titolo anticorpale (5.7%). Nel 6.9% sono stati eseguiti più metodi diagnostici contemporaneamente. L’isolamento del microrganismo da secreti respiratori è stato possibile solo in 3 pazienti. Il basso numero di pazienti risultati positivi all’esame colturale è da addebitare ad una serie di fattori: in primo luogo la Malattia dei legionari è di norma una polmonite non produttiva, pertanto è difficile avere a disposizioni secrezioni respiratorie da sottoporre ad indagini colturali; in secondo luogo, capita spesso che – anche in presenza di secrezioni respiratorie – il paziente sia già sotto terapia antibiotica, il che rende ancora più arduo questo tipo di diagnosi.
I pazienti presentavano una o più patologie di base: cardiovascolari (34.6%), respiratorie (16.7%), neoplasie (6.4%), diabete (16.7%), altro (25.6%).
E’ stato effettuato un confronto tra le principali caratteristiche dei casi di origine nosocomiale e comunitaria. L’analisi statistica è stata condotta con il programma Analyse-it vs 1.71 (free trial), utilizzando il test t di Student per dati appaiati (I.C. 95%) e considerando significativi valori di p<0.05. Dallo studio è emerso che i pazienti affetti da legionellosi di origine nosocomiale e comunitaria non presentano differenze significative in termini di età media, di terapia (i fluorochinolonici sono gli antibiotici più utilizzati) e di metodi diagnostici (ricerca dell’Ag urinario e valutazione degli Ac specifici sono i più impiegati). Differenze statisticamente significative risultano, invece, per sesso (maschi nel 37,5% dei casi nosocomiali vs il 74.7% dei comunitari) e outcome del paziente (decesso nel 25% dei casi nosocomiali vs l’1,3% dei comunitari).
In un caso nosocomiale da Legionella pneumophila sg 5, il confronto genotipico (con tecnica Pulsed Field Gel Elettroforesis) tra il ceppo isolato dalla paziente e i ceppi isolati dai due diversi reparti nei quali la paziente era stata ricoverata ha permesso di risalire alla sorgente di infezione e di intervenire sulla rete idrica con metodi di bonifica.

Sorveglianza ambientale.
Nel periodo ottobre 2000 – dicembre 2008 sono stati complessivamente esaminati 12.147 campioni di acqua, di cui 6.334 di provenienza nosocomiale, 173 termale e 5.813 comunitaria. Legionella spp è stata riscontrata nel 32.6% dei campioni. Le indagini sono state effettuate anche in collaborazione con i Dipartimenti Provinciali dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente (ARPA) e dei Dipartimenti di Prevenzione delle AUSL.

Le strutture sanitarie (ospedali e case di cura) sono risultate positive nel 33,8% dei casi. Secondo le linee guida italiane per la prevenzione della legionellosi, la tipologia d’intervento è in funzione della carica di Legionella isolata dalla rete idrica: in caso di carica <1000 ufc/L, non è necessario alcun intervento; se compresa tra 1000 e 10.000 ufc/L, in assenza di casi è raccomandata una più accurata sorveglianza clinica, in presenza di un caso è raccomandata la bonifica ambientale; in caso di carica >10.000 ufc/L, la bonifica deve essere immediata.
In Puglia le strutture sanitarie hanno presentato livelli di contaminazione <1000 ufc/L nel 33.4%, compresi tra 1000 e 10.000 ufc/L nel 56.1% dei casi, >10.000 ufc/L nel 10,5%.
La specie più frequente è risultata L.pn sg 2-14 (57.5%), seguita da L.pn sg 1 (30.0%), L.species (5.8%), L.pn sg 1 + L.pn sg 2-14 (5.9%), L.pn sg 1-14 associata a L.species (0.8%).
Nell’ultimo anno di sorveglianza sono stati tipizzati a livello di sierogruppo tutti gli stipiti di Legionella pneumophila sg 2-14 isolati dalla rete idrica di strutture nosocomiali, al fine di verificarne la reale prevalenza nei nostri ospedali. L’impiego di sieri monovalenti ha permesso di evidenziare che L.pn sg 6 risulta il sieroguppo più frequente (17.2%) seguita da L.pn sg 14 (9.2%), L.pn sg 10 (5.1%), L.pn sg 7 (3.9%), L.pn sg 3 (1.3%), L.pn sg 8 (1.3%), L. micdadei (0.6%), L. bozemanii (0.3%). Inoltre, colture miste di L.pn appartenenti a sierogruppi diversi sono state riscontrate nel 25.8% dei casi, seguite da L.pn. e L.species (0.3%).
Nella provincia di Foggia prevale Legionella pneumophila sg 1 (63.2% dei campioni positivi), in tutte le altre province pugliesi L.pn sg 2-14.
Per quanto riguarda le strutture termali, in Puglia esistono 4 sorgenti che approvvigionano 5 stabilimenti: Torre Canne (BR), Margherita di Savoia (FG), Castelnuovo della Daunia (FG) e 2 a Santa Cesare Terme (LE). Complessivamente sono stati esaminati 173 campioni di acqua, di cui 53 da rubinetti, 45 da docce, 38 da condensa aerosol, 13 da boiler di accumulo, 15 da vasca idromassaggio, 7 da piscine, 2 da acqua per l’umidificazione dei fanghi. Legionella spp è stata isolata nel 12.1% dei casi con una carica <1000 ufc/L nel 52.3% dei campioni esaminati, compresa tra 1000 e 10.000 ufc/L nel 42.9%, >10.000 ufc/L nel 4.8%. La specie più frequente è stata L.pn sg 2-14 (85.7%), seguita da L.pn sg 1 (14.3%). Sono stati esaminati anche 10 tamponi di superfici umide e 5 campioni di fango, tutti risultati negativi.

Per le strutture comunitarie l’indagine microbiologica ha evidenziato una positività pari al 31.3%, con livelli di contaminazione <1000 ufc/L nel 34.1% dei casi, compresi tra 1000 e 10.000 ufc/L nel 45.6%, >10.000 ufc/L nel 20.3%. Anche in questo caso la specie più frequente è risultata L.pn sg 2-14 (41.6%), seguita da L.pn sg 1 (33.7%), L.species. (6.2%), L.pn sg 1 in associazione a L.pn sg 2-14 (18.3%) e L.pn sg 1-14 in coltura mista con L.species (0.2%).
La tabella 1 mostra i risultati della sorveglianza ambientale effettuata in Puglia negli anni 2000-2008.
 
       VIRUS H1N1

NUMERO VERDE
OER Puglia
800.210.144


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